Il gatto anziano: come accompagnarlo al meglio in questa fase delicata della vita
Nel mio lavoro di medico veterinario mi capita molto spesso di sentire frasi come “Dottoressa, ma è solo un po’ più lento… è normale alla sua età”. Ed è vero: l’invecchiamento è una fase naturale della vita del gatto. Ma è proprio in questa fase che piccoli segnali, se ignorati, possono trasformarsi in un disagio importante.
Prendersi cura di un gatto anziano significa osservarlo con occhi diversi, comprendere i suoi nuovi bisogni e adattare l’ambiente e la routine quotidiana per garantirgli comfort, dignità e benessere.
Da quando si considera anziano un gatto?
Dal punto di vista veterinario, un gatto viene generalmente considerato anziano a partire dai 10–11 anni di età. Questo non significa che a quell’età il gatto sia “malato”, ma che entra in una fase della vita in cui iniziano cambiamenti fisiologici importanti.
Indicativamente possiamo distinguere:
- Gatto adulto maturo: 7–10 anni
- Gatto anziano (senior): 11–14 anni
- Gatto geriatrico: oltre i 15 anni
Nella mia esperienza clinica ho visto gatti di 14 anni ancora molto attivi e gatti di 9–10 anni già con problematiche articolari o metaboliche. Per questo motivo l’età anagrafica da sola non basta: è fondamentale valutare il singolo individuo.
I cambiamenti fisici nel gatto anziano: imparare a riconoscerli
Uno degli aspetti più sottovalutati nel gatto anziano è il dolore. Il gatto, per natura, è un animale che tende a nascondere il dolore, e questo rende tutto più complesso.
Molti proprietari arrivano in ambulatorio dicendo che il gatto “non salta più” o “dorme sempre”, senza rendersi conto che questi possono essere segnali di dolore osteoarticolare, come l’artrosi.
Segnali che osservo spesso in ambulatorio
- Riduzione o assenza dei salti verso superfici alte
- Rigidità nei movimenti, soprattutto dopo il riposo
- Maggiore irritabilità se viene toccato in certe zone
- Difficoltà a piegarsi per mangiare o bere
- Minor cura del mantello, soprattutto nella zona lombare
Questi segnali non vanno mai liquidati come “semplice vecchiaia”. Il dolore non è normale, nemmeno nel gatto anziano.
Adattare l’ambiente: piccoli cambiamenti che fanno una grande differenza
Una delle prime cose che consiglio ai proprietari è di adattare l’ambiente domestico. Non servono grandi stravolgimenti: spesso bastano piccoli accorgimenti mirati.
Un esempio molto semplice è l’uso di una ciotola rialzata. Molti gatti anziani hanno difficoltà a piegare il collo e la colonna vertebrale per raggiungere il cibo a terra.
Ho visto gatti ricominciare a mangiare con più serenità semplicemente alzando la ciotola di qualche centimetro.
Un esempio pratico di mangiatoia rialzata è:
Trixie Mangiatoia per Gatti in Ceramica
Altri accorgimenti utili includono:
- Lettiera con bordo basso per facilitare l’accesso
- Superfici antiscivolo nelle zone di passaggio
- Rampe o gradini per evitare salti dolorosi
- Cucce morbide e facilmente accessibili
Nutrizione del gatto anziano: non esiste una dieta “standard”
L’alimentazione è un altro pilastro fondamentale nella gestione del gatto senior. Con l’età cambiano il metabolismo, la digestione e la capacità di mantenere la massa muscolare.
Nel mio lavoro sottolineo sempre che non esiste una dieta unica per tutti i gatti anziani. Un gatto senior sano avrà esigenze diverse rispetto a un gatto con insufficienza renale, diabete o problematiche intestinali.
Cosa considero essenziale nella dieta di un gatto senior
- Proteine di alta qualità per preservare la massa muscolare
- Buona digeribilità
- Attenzione al bilancio energetico
- Ingredienti selezionati e formulazioni specifiche per l’età
Quando possibile, consiglio sempre di valutare la dieta insieme al veterinario, soprattutto se il gatto presenta patologie croniche.
Un esempio di alimento formulato per gatti anziani è:
Alimento senior di qualità per gatti
Interessante perchè:
- Umido - quindi riceve una buona dose di idratazione
- Contiene antiossidanti
- Completo - quindi il gatto anziano riceve tutto ciò di cui ha bisogno per il suo fabbisogno energetico
Unghie troppo lunghe e incarnite: un problema frequente ma spesso ignorato
Un aspetto che mi capita di vedere molto spesso nei gatti anziani è la presenza di unghie eccessivamente lunghe o incarnite. Questo accade perché il gatto anziano si muove meno e utilizza meno il tiragraffi, riducendo l’usura naturale delle unghie.
Le unghie incarnite possono causare dolore, zoppia e infezioni, ma fortunatamente sono facilmente prevenibili.
Prevenzione e gestione
Consiglio di controllare regolarmente le unghie e di procedere con tagli periodici, soprattutto nei gatti senior. È importante utilizzare strumenti adeguati e fare attenzione a non tagliare la parte vascolarizzata.
Se il gatto non si lascia manipolare o se l’unghia è già incarnita, è sempre meglio rivolgersi al veterinario.
Un tagliaunghie specifico per gatti può facilitare molto questa operazione:
Tagliaunghie per Gatto in acciaio inossidabile
Accompagnare il gatto anziano con rispetto e consapevolezza
Il gatto anziano non è un gatto “da gestire”, ma un compagno di vita che ha bisogno di maggiore attenzione, ascolto e rispetto.
Nel corso degli anni ho visto quanto possa cambiare la qualità di vita di un gatto senior quando il proprietario inizia a comprenderne davvero i segnali e ad adattare l’ambiente e le cure quotidiane.
Osservare, prevenire e intervenire per tempo è il modo migliore per accompagnare serenamente il nostro gatto nella fase anziana, regalandogli comfort e benessere fino all’ultimo giorno.