Il gatto anziano: come accompagnarlo al meglio in questa fase delicata della vita

Consigli della Dott.ssa Angelica Spaccini

Il gatto anziano: come accompagnarlo al meglio in questa fase delicata della vita

Il gatto anziano: come accompagnarlo al meglio in questa fase delicata della vita

Nel mio lavoro di medico veterinario mi capita molto spesso di sentire frasi come “Dottoressa, ma è solo un po’ più lento… è normale alla sua età”. Ed è vero: l’invecchiamento è una fase naturale della vita del gatto. Ma è proprio in questa fase che piccoli segnali, se ignorati, possono trasformarsi in un disagio importante.

Prendersi cura di un gatto anziano significa osservarlo con occhi diversi, comprendere i suoi nuovi bisogni e adattare l’ambiente e la routine quotidiana per garantirgli comfort, dignità e benessere.

Da quando si considera anziano un gatto?

Dal punto di vista veterinario, un gatto viene generalmente considerato anziano a partire dai 10–11 anni di età. Questo non significa che a quell’età il gatto sia “malato”, ma che entra in una fase della vita in cui iniziano cambiamenti fisiologici importanti.

Indicativamente possiamo distinguere:

  • Gatto adulto maturo: 7–10 anni
  • Gatto anziano (senior): 11–14 anni
  • Gatto geriatrico: oltre i 15 anni

Nella mia esperienza clinica ho visto gatti di 14 anni ancora molto attivi e gatti di 9–10 anni già con problematiche articolari o metaboliche. Per questo motivo l’età anagrafica da sola non basta: è fondamentale valutare il singolo individuo.

I cambiamenti fisici nel gatto anziano: imparare a riconoscerli

Uno degli aspetti più sottovalutati nel gatto anziano è il dolore. Il gatto, per natura, è un animale che tende a nascondere il dolore, e questo rende tutto più complesso.

Molti proprietari arrivano in ambulatorio dicendo che il gatto “non salta più” o “dorme sempre”, senza rendersi conto che questi possono essere segnali di dolore osteoarticolare, come l’artrosi.

Segnali che osservo spesso in ambulatorio

  • Riduzione o assenza dei salti verso superfici alte
  • Rigidità nei movimenti, soprattutto dopo il riposo
  • Maggiore irritabilità se viene toccato in certe zone
  • Difficoltà a piegarsi per mangiare o bere
  • Minor cura del mantello, soprattutto nella zona lombare

Questi segnali non vanno mai liquidati come “semplice vecchiaia”. Il dolore non è normale, nemmeno nel gatto anziano.

Adattare l’ambiente: piccoli cambiamenti che fanno una grande differenza

Una delle prime cose che consiglio ai proprietari è di adattare l’ambiente domestico. Non servono grandi stravolgimenti: spesso bastano piccoli accorgimenti mirati.

Un esempio molto semplice è l’uso di una ciotola rialzata. Molti gatti anziani hanno difficoltà a piegare il collo e la colonna vertebrale per raggiungere il cibo a terra.

Ho visto gatti ricominciare a mangiare con più serenità semplicemente alzando la ciotola di qualche centimetro.

Un esempio pratico di mangiatoia rialzata è:
Trixie Mangiatoia per Gatti in Ceramica

Altri accorgimenti utili includono:

  • Lettiera con bordo basso per facilitare l’accesso
  • Superfici antiscivolo nelle zone di passaggio
  • Rampe o gradini per evitare salti dolorosi
  • Cucce morbide e facilmente accessibili

Nutrizione del gatto anziano: non esiste una dieta “standard”

L’alimentazione è un altro pilastro fondamentale nella gestione del gatto senior. Con l’età cambiano il metabolismo, la digestione e la capacità di mantenere la massa muscolare.

Nel mio lavoro sottolineo sempre che non esiste una dieta unica per tutti i gatti anziani. Un gatto senior sano avrà esigenze diverse rispetto a un gatto con insufficienza renale, diabete o problematiche intestinali.

Cosa considero essenziale nella dieta di un gatto senior

  • Proteine di alta qualità per preservare la massa muscolare
  • Buona digeribilità
  • Attenzione al bilancio energetico
  • Ingredienti selezionati e formulazioni specifiche per l’età

Quando possibile, consiglio sempre di valutare la dieta insieme al veterinario, soprattutto se il gatto presenta patologie croniche.

Un esempio di alimento formulato per gatti anziani è:
 Alimento senior di qualità per gatti

Interessante perchè:

  • Umido - quindi riceve una buona dose di idratazione
  • Contiene antiossidanti
  • Completo - quindi il gatto anziano riceve tutto ciò di cui ha bisogno per il suo fabbisogno energetico

Unghie troppo lunghe e incarnite: un problema frequente ma spesso ignorato

Un aspetto che mi capita di vedere molto spesso nei gatti anziani è la presenza di unghie eccessivamente lunghe o incarnite. Questo accade perché il gatto anziano si muove meno e utilizza meno il tiragraffi, riducendo l’usura naturale delle unghie.

Le unghie incarnite possono causare dolore, zoppia e infezioni, ma fortunatamente sono facilmente prevenibili.

Prevenzione e gestione

Consiglio di controllare regolarmente le unghie e di procedere con tagli periodici, soprattutto nei gatti senior. È importante utilizzare strumenti adeguati e fare attenzione a non tagliare la parte vascolarizzata.

Se il gatto non si lascia manipolare o se l’unghia è già incarnita, è sempre meglio rivolgersi al veterinario.

Un tagliaunghie specifico per gatti può facilitare molto questa operazione:
Tagliaunghie per Gatto in acciaio inossidabile

Accompagnare il gatto anziano con rispetto e consapevolezza

Il gatto anziano non è un gatto “da gestire”, ma un compagno di vita che ha bisogno di maggiore attenzione, ascolto e rispetto.

Nel corso degli anni ho visto quanto possa cambiare la qualità di vita di un gatto senior quando il proprietario inizia a comprenderne davvero i segnali e ad adattare l’ambiente e le cure quotidiane.

Osservare, prevenire e intervenire per tempo è il modo migliore per accompagnare serenamente il nostro gatto nella fase anziana, regalandogli comfort e benessere fino all’ultimo giorno.

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